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220: I nemici dell’Italia
Sunday, 8 February, 2026
Torniamo a parlare del “pacchetto sicurezza,” ora varato dal governo, un provvedimento che era già scritto prima dei fatti di Torino ma che è stato strumentalizzato con una velocità impressionante per creare il clima favorevole alla sua approvazione. La misura più grave è il fermo preventivo di 12 ore per i manifestanti — parzialmente stemperato dopo le perplessità del Quirinale, ma il cui impatto rischia di essere gravissimo. Non è un mistero che si tratti di una risposta sproporzionata: il ministro della Giustizia è arrivato a evocare il rischio di un ritorno delle Brigate Rosse — un parallelo che prepara il terreno per etichettare come terrorismo qualsiasi forma di dissenso, esattamente come sta facendo Trump negli Stati Uniti. A Torino, intanto, la polizia ha usato violenza eccessiva contro i manifestanti — persone anziane e giovanissimi finiti in ospedale con ferite gravi, e poi schedati — una pratica che apre scenari in cui le persone non si sentano più al sicuro nel cercare cure mediche dopo una manifestazione in cui ci sono stati scontri. Nelle scorse ore, dopo la registrazione di questo podcast, c’è stata un’ulteriore conferma di questa direzione: la presidente del Consiglio che, in merito agli scontri ai margini delle proteste a Milano contro le Olimpiadi, ha parlato addirittura di “nemici dell’Italia e degli italiani.”Apriamo la puntata su una notizia che è un risultato di Arianna: la mozione approvata dal consiglio comunale di Monza, che invita le 11 farmacie comunali gestite dalla partecipata Farmacom a sospendere la commercializzazione dei prodotti Teva — un'importante azienda farmaceutica israeliana precedentemente sanzionata dalla Commissione europea per abuso di posizione dominante sul Copaxone, un farmaco per la sclerosi multipla. La mozione, che tutela la continuità terapeutica e prevede la sostituzione con farmaci equivalenti, si inserisce nel solco di iniziative analoghe di altre città italiane, ma sta incontrando resistenze fortissime sia dalla stampa sia dal centrodestra, con una mistificazione immediata: i giornali hanno raccontato che le farmacie avrebbero smesso di distribuire farmaci dall'oggi al domani, ignorando completamente il motivo politico dell'iniziativa — l'assenza totale di sanzioni italiane ed europee contro Israele a fronte di violazioni del diritto internazionale ormai acclarate. Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, Alessandro Massone













